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Manifesto

Di seguito troverete il “Manifesto di EDUEAT”. Vi preghiamo di leggerlo attentamente e, se ne condividete i principi ispiratori, di sottoscriverlo, compilando il form a fondo pagina. In tal modo dichiarate di aderire ai principi del Manifesto e verrete puntualmente aggiornati sugli sviluppi del progetto. Grazie.


  1. Il cibo è un diritto. Mangiare è un atto complesso e in quanto tale un’alimentazione adeguata è responsabilità non solo personale ma soprattutto politica e sociale. Bambine e bambini hanno diritto alla consapevolezza di ciò che mangiano.

  2. La famiglia e la scuola collaborano per garantire azioni di educazione alimentare in grado di salvaguardare sia il piano personale, che politico, sociale e culturale, sostenendo processi di crescente consapevolezza, sapendo che la relazione con il cibo accompagna l’essere umano fin dai primi mesi di vita e che l’impostazione conferita nei primi momenti influisce non solo sugli stili alimentari ma sull’intera costruzione dell’identità.

  3. Sul piano personale, la conoscenza dei riflessi di quel che si mangia sulla salute e l’utilizzo di un approccio sensoriale alla degustazione, basato sull’esercizio di tutti i canali percettivi (vista, udito, gusto, tatto e olfatto), costituiscono i principi fondamentali di una corretta educazione alimentare.

  4. Sul piano culturale, il rapporto diretto con i produttori e i trasformatori di cibo locali favorisce lo sviluppo di relazioni di conoscenza delle tradizioni e del territorio in cui si vive, abituando alla stagionalità dei prodotti e alla loro localizzazione.

  5. Sul piano politico, la famiglia e la scuola, sostenute dalle istituzioni politiche e sanitarie, sviluppano i processi di conoscenza inerenti il rapporto tra cibo ed economia, con particolare riferimento alle zone del sud del mondo e una specifica attenzione alla relazione tra cibo e povertà, cibo e malnutrizione, cibo e malattia, cibo e salute, cibo e inquinamento.
  1. Sul piano sociale, una didattica della cultura alimentare basata sulla scoperta e sul gioco, sulla valorizzazione del cibo in chiave multidisciplinare e interdisciplinare favorisce nel bambino apprendimenti significativi e supporta lo sviluppo cognitivo nella prospettiva delle intelligenze multiple. L’educazione alimentare prevede la predisposizione di materiali didattici e di attività educative che permettono di collegare i contenuti disciplinari al tema dell’alimentazione, rendendolo elemento di connessione interdisciplinare.

  2. È un atto di responsabilità da parte del territorio, in particolare degli stakeholders pubblici e privati della ristorazione quali pubblici esercizi, agriturismi, mense scolastiche, mense ospedaliere, ecc., assumere un ruolo proattivo nel promuovere stili alimentari efficaci per il mantenimento in salute dei consumatori e sostenibili in termini ambientali.

  3. L’atto del nutrirsi va impostato in modo che non risulti una imposizione, ma un esercizio di autonomia e un’esplorazione piacevole in cui cominciare a esercitare la propria consapevolezza e le capacità di scelta.

  4. Il momento della nutrizione richiede un giusto tempo. Condividere in modo proattivo almeno un pasto al giorno all’interno del gruppo familiare nel suo insieme costituisce un importante momento di comunicazione, di relazione e di confronto.

  5. Le indicazioni dell’Oms finalizzate a incoraggiare un consumo di alimenti freschi e naturali, accanto a un uso moderato di zucchero di sintesi e di sale, vanno promosse in termini di stili alimentari coerenti e azioni mirate all’interno della famiglia, della scuola e della società, in quanto la semplice informazione, ostacolata dagli usi e costumi correnti, non ne garantisce l’adozione efficace.